Pink Floyd

Un gruppo che ha riscritto la storia del rock e non solo ha inventato la psichedelia, anche se se ne sono staccati nel corso degli anni.

I Pink Floyd sono stati un gruppo musicale rock britannico formatosi nella seconda metà degli anni sessanta che, nel corso di una lunga e travagliata carriera, è riuscito a riscrivere le tendenze musicali della propria epoca, diventando uno dei gruppi più importanti della storia.

Sebbene agli inizi si siano dedicati prevalentemente alla musica psichedelica e allo space rock, il genere che meglio definisce l’opera dei Pink Floyd, caratterizzata da una coerente ricerca filosofica, esperimenti sonori, grafiche innovative e spettacolari concerti, è il rock progressivo.

Nel 2008 si è stimato che abbiano venduto circa 250 milioni di dischi in tutto il mondo, di cui 74,5 milioni nei soli Stati Uniti d’America.

I Pink Floyd hanno influenzato considerevolmente la musica successiva, dai gruppi progressive degli anni settanta, come Genesis eYes, fino a musicisti contemporanei, come Nine Inch NailsDream Theater ePorcupine Tree.

Il gruppo, nato a Londra nel 1965, viene fondato dal cantante e chitarrista Roger Keith “Syd” Barrett, dalbassista George Roger Waters, dal batterista Nicholas Berkeley “Nick” Mason e dal tastierista Richard William “Rick” Wright. Nel dicembre del 1967 si aggiunge al gruppo il chitarrista David Jon “Dave” Gilmour,[14][15] che si affianca e quindi si sostituisce definitivamente a Barrett, progressivamente emarginatosi dal gruppo a causa del pesante uso di droghe e di una forma di alienazione.

Il gruppo, dopo essersi fatto notare grazie a lavori di stampo psichedelico, raggiunge la maturità con Atom Heart Mother e Meddle, e si afferma a livello mondiale con The Dark Side of the Moon e i successivi album, tra cui Wish You Were Here, Animals e The Wall, che consegnano i quattro alla storia del rock. La formazione non subisce sostanziali cambiamenti fino al 1985, escludendo una parentesi di alcuni anni in cui Wright figura solo come turnista. Nel 1985 Waters abbandona il gruppo e i membri rimanenti, dopo aver vinto la breve battaglia legale per stabilire a chi spettasse continuare a usare il nome “Pink Floyd”, pubblicano successivamente altri due album in studio: A Momentary Lapse of Reason e The Division Bell. La formazione cessa la propria attività nel 1995,sciogliendosi definitivamente nel 2006, quando Gilmour nega ufficialmente la possibilità di una riunione.Nel 2008, con la morte di Wright, si spengono di fatto le speranze dei fan di rivedere il gruppo dal vivo con tutti e quattro i componenti al completo. Tuttavia, il 5 luglio 2014 viene annunciata da Polly Samson, moglie di David Gilmour, la pubblicazione a ottobre dello stesso anno di un quindicesimo album in studio,The Endless River.

Nel corso degli anni la formazione dei Pink Floyd è stata guidata da tre figure predominanti, ognuna delle quali ne ha influenzato in modo sostanziale il percorso artistico: si tratta, in ordine cronologico, di Syd Barrett, Roger Waters e David Gilmour. Lo stile musicale del gruppo ha subito sostanziali cambiamenti in base al cambio di leadership; basti pensare alle radicali differenze tra lo stampo psichedelico di The Piper at the Gates of Dawn, il primo album del gruppo, influenzato dall’estro visionario e stravagante di Barrett, e gli ultimi,A Momentary Lapse of Reason e The Division Bell, influenzati da Gilmour e più melodici e formali, passando per la trilogia composta daAnimals, The Wall e The Final Cut, permeata dal taglio più raziocinante e mordace di Waters.

I Pink Floyd si sono formati a Londra nel 1965, quando Syd Barrett si unisce ad un gruppo musicale di studenti dell’Istituto Politecnico di Architettura della capitale britannica, per sostituire un cantante di nome Chris Dennis: il gruppo si chiama The Tea Set e in esso figurano Nick Mason, Roger Waters, Richard Wright eBob Klose. Il gruppo riscuote un moderato successo, affermandosi come una delle più popolari formazioni dell’underground londinese alla fine degli anni sessanta.

Belli che sono, o che erano!

Quando i Tea Set scoprono che il loro nome è già stato usato da un altro gruppo, Barrett propone “The Pink Floyd Sound”, unione dei nomi di due bluesman: Pink Anderson eFloyd “Dipper boy” Council, letti tra i crediti di un album di Piedmont blues. La parola “Sound” viene presto rimossa, mentre l’articolo “The” resistette fino al 1970 e viene usato per identificare i lavori dell’era Barrett. I due album del 1969, More eUmmagumma, i primi del periodo post-Barrett, riportano la dicitura “Pink Floyd”, ma tra i crediti si trova scritto “prodotto dai The Pink Floyd”. Sul vinile Atom Heart Mother, datato 1970, terzo album dopo l’uscita di Barrett, è scritto invece “The Pink Floyd” e sotto “prodotto dai Pink Floyd”. David Gilmour, tuttavia, continua ad utilizzare l’articolo fino al 1984.

Con l’avvento della popolarità, lo stress della vita on the road e l’abuso di droghe, in particolare LSD, cominciano a minare la salute mentale di Barrett e nel gennaio del 1968 l’amico David Gilmour si unisce al gruppo per aiutarlo a suonare e cantare dal vivo.

Il comportamento di Barrett diviene tuttavia presto insostenibile: sempre più frequentemente è estraniato e assente dalla realtà e, come testimoniano gli altri membri del gruppo, capita che nel bel mezzo di un concerto cominci a guardare nel vuoto o decida di scordare le corde della propria chitarra durante un’esibizione senza alcun motivo. Accade anche che non si presenti nemmeno al momento di esibirsi. A lungo andare il gruppo smette di contare su di lui: l’ultimo concerto al quale prende parte si tiene il 20 gennaio 1968 a Hastings: viene escluso dal gruppo poco dopo. Questo evento coincide anche con l’addio dei manager Jenner e King, che decidono di restare con lui, pensando che il gruppo non sia in grado di proseguire senza. Al loro posto subentraSteve O’Rourke, che rimane con i Pink Floyd fino al 2003, anno della sua morte. L’ultimo brano di Syd Barrett composto per i Pink Floyd compare nell’album A Saucerful of Secrets, con il titolo Jugband Blues.

Con l’uscita di Barrett il gruppo viene guidato con pari peso da Gilmour, Waters e Wright, che si dividono i compiti sia di voce solista che di composizione: a Waters si devono composizioni in stile jazzistico, spesso caratterizzate da un riff di basso dominante, con testi complessi e simbolici; di Gilmour sono i brani di matrice prevalentemente blues; a Wright si deve invece il tessuto sonoro di tastiere, in particolare l’organo elettronico Farfisa Compact Duo, usato fino al 1971. Questa collaborazione alla pari dei tre subisce però negli anni un lento degrado, fino a portare Waters, alla fine degli anni settanta, al ruolo di figura centrale, relegando gli altri membri a posizioni marginali.

Con Atom Heart Mother, uscito il 10 ottobre 1970, si individua un punto di svolta nel percorso artistico dei Pink Floyd, che con questo lavoro abbandonano la psichedelia per abbracciare il rock progressivo. La partecipazione di un’intera orchestrae la collaborazione con il compositore Ron Geesin rendono l’omonimatitle track un punto di riferimento importante nel mondo del rock progressivo. Il nome, deciso all’ultimo minuto, trae ispirazione da un articolo di giornale riguardante una donna con unpacemaker che era riuscita a partorire. Celeberrima anche la copertina, ritraente unamucca che pascola in un prato e divenuta una delle più famose nella storia del rock.

Tra il 1970 ed il 1975 le sonorità del gruppo assumono una conformazione definitiva, frutto della mescolanza degli stili di Gilmour, Waters e Wright. È in questo periodo, infatti, che escono gli album che hanno portato i Pink Floyd a vendere milioni di dischi in ogni parte del mondo. Meddle, uscito nel 1971, è il preludio a tutto questo: Echoes, una suite di oltre 23 minuti che riempie il secondo lato del vinile e che continua il discorso iniziato da Atom Heart Mother, è definita da Waters come un sonic poem,[21] ed è considerato da molti fan il capolavoro del gruppo. Mason parlando di Meddle lo definisce “il primo vero album dei Pink Floyd. Ha introdotto l’idea di un tema che si può ripetere”.

Uscito il 24 marzo del 1973, The Dark Side of the Moon ha venduto 45 milioni di copie in tutto il mondo, diventando il terzo album più venduto di tutti i tempi. È rimasto per ben 741 settimane (circa 14 anni, record tuttora imbattuto) nella classifica Billboard 200dell’omonima rivista musicale statunitense, dalla quale è uscito soltanto negli anni ottanta. È il primo album dei Pink Floyd a piazzarsi alla posizione numero 1 delle classifiche americane, mentre non ha superato la numero 2 di quelle britanniche, pur figurando in esse per 301 settimane e ottenendo il plauso della critica.

L’uso di tecniche di registrazione avanzate da parte di Alan Parsons e di effetti sonori di forte impatto fanno del disco un’opera diversa dalle precedenti produzioni del gruppo, sicuramente la più celebre e per molti la migliore dei Pink Floyd. La copertina, creata daStorm Thorgerson dello studio Hipgnosis, è una delle più conosciute della storia del rock: essa raffigura, su di uno sfondo completamente nero, un prisma colpito da un raggio di luce bianca che si scompone, grazie al fenomeno della dispersione ottica, nellospettro visibile dellaradiazione elettromagnetica.

La crescita della popolarità coincide con l’accentuarsi dei contrasti all’interno del gruppo, in particolare tra Waters e Gilmour. Da ciò scaturisce la predominanza di Waters sugli altri membri: se negli ultimi due lavori, infatti, la sua influenza era rilevabile prevalentemente nei testi, con Animals anche l’intera idea dell’album deve essere attribuita al bassista. Le tematiche proposte da Waters, che caratterizzano anche i successivi due lavori, sono ricorrenti: la morte del padre nella seconda guerra mondiale, la crudeltà dell’industria discografica, l’individualismo e l’alienazione nella società moderna, oltre alla critica verso alcune personalità politiche del tempo, in particolareMargaret Thatcher e Mary Whitehouse.

Nel 2000 viene pubblicato l’ultimo disco dal vivo del gruppo, registrato durante il tour diThe Wall tra il 1980 e il 1981 a Londra e intitolato Is There Anybody Out There?: The Wall Live 1980-1981, raggiunge la posizione numero 19 negli Stati Uniti. Nel 2001 esce invece Echoes: The Best of Pink Floyd, una raccolta su disco doppio contenente 26 tracce appositamente rimasterizzate che ha raggiunto i tre dischi di platino.

I Pink Floyd all’epoca di Syd Barret

Il 2 luglio 2005, in occasione del Live 8, la grande manifestazione musicale organizzata dall’amico Bob Geldofper sensibilizzare l’opinione pubblica sulla povertà e sui problemi dell’Africa, i Pink Floyd tornano ad esibirsi nella loro formazione storica, Roger Waters compreso, eseguendo cinque brani rappresentativi della loro avventura musicale: Speak to Me, Breathe (a cui venne accorpato Breathe (Reprise)), Money, Wish You Were Heree Comfortably Numb. Durante l’esecuzione di Wish You Were Here Waters ha voluto ricordare Syd Barrett, affermando:

(EN)« It’s actually quite emotional, standing up here with these three guys after all these years. Standing to be counted with the rest of you. Anyway, we’re doing this for everyone who’s not here, particularly, of course for Syd. » (IT)« Effettivamente è emozionante stare qui con questi tre ragazzi dopo tutti questi anni. Qui per essere contati assieme a voi. Comunque, lo stiamo facendo per tutti quelli che non sono qui, in particolare, naturalmente, per Syd. »
(Roger Waters)

Lunedì 15 settembre 2008 viene annunciata la morte di Richard Wright, avvenuta a 65 anni dopo una breve lotta contro il cancro. Lo stesso giorno David Gilmour dice di Richard Wright:

« Nessuno può sostituire Richard Wright. È stato il mio partner musicale e amico. Nelle discussioni su chi o cosa fossero i Pink Floyd, il contributo enorme di Rick è stato spesso trascurato. Era gentile, modesto e riservato ma la sua voce profonda e il suo modo di suonare erano vitali, magiche componenti del nostro riconoscibile sound. Non ho mai suonato con nessuno come lui. L’armonia delle nostre voci e la nostra telepatia musicale sono sbocciate nel 1971 in Echoes. A mio giudizio tutti i più grandi momenti dei Pink Floyd sono quelli in cui lui è a pieno regime. Dopo tutto, senza Us and Them e The Great Gig in the Sky, entrambe composte da lui, cosa sarebbe stato The Dark Side of the Moon? Senza il suo tocco pacato l’albumWish You Were Here non avrebbe funzionato molto. Nei nostri anni di mezzo, per vari motivi lui ha perso la sua strada per qualche tempo, ma nei primi anni Novanta, con The Division Bell, la sua vitalità, brillantezza e humor sono ritornati e la reazione del pubblico alle sue apparizioni nel mio tour del 2006 è stata tremendamente incoraggiante, ed è un segno della sua modestia che quelle standing ovation siano giunte a lui come una grande sorpresa (sebbene non al resto di noi). Come Rick, non trovo facile esprimere i miei sentimenti con le parole, ma lo amavo e mi mancherà enormemente. »

Pur essendosi evoluti nel tempo, i Pink Floyd hanno mantenuto uno stile ben preciso ed immediatamente riconoscibile, che ha caratterizzato la loro intera produzione artistica, nonostante i tre cambi di leadership e l’evoluzione musicale che hanno sviluppato nel corso della loro lunga carriera. Il termine pink floyd soundidentifica pertanto una peculiarità rimasta intatta negli anni.

Tale sound, a partire da Ummagumma in poi, rientra sostanzialmente nei canoni del rock progressivo  del quale ricalca in particolare il concetto di art rock: la musica ha principalmente un obiettivo estetico, e si pone come opera d’arte. Nonostante il fatto che, a partire da Animals fino all’abbandono del gruppo da parte di Waters, i messaggi politico-sociali siano una parte rilevante degli album, cosa che esula dalle caratteristiche del prog, la ricercatezza degli arrangiamenti (si veda Echoes), l’introduzione di elementi provenienti da altre tradizioni musicali (l’orchestra di Atom Heart Mother), lo sperimentalismo, il vasto impiego di ritmi complessi e l’uso massiccio di tastiere rendono i Floyd uno degli elementi di spicco della corrente che caratterizza l’Inghilterra degli anni settanta.

L’approccio compositivo dei Pink Floyd è particolare: Gilmour, riferendosi a Waters e Mason, afferma che “componevano A Saucerful of Secretscome un grafico architettonico, in forma dinamica con depressioni e picchi. Niente a che vedere con una qualunque forma musicale”. La loro musica è stata inoltre definita “sferica” o “astronomica”, ed è considerata una perfetta sintesi di elementi provenienti da tradizioni musicali diverse.

Ho la memoria intrisa del ricordo che la musica dei Pink Floyd mi fa salire, una vita, un epoca un fantastico ricordo.