Insignificante

Oggi avrei dovuto non prendere un certo farmaco che mi fa stare bene ma ha effetti collaterali allucinanti, ma dico proprio allucinanti, non lo dico don per dire. incomincio a fare una cosa qualsiasi, mi si provocano imprevisti momenti di avere tutto che gira, non so più cosa avevo cominciato, in questo momento ho difficoltà a fare qualsiasi cosa, sbaglio completamente tasto della tastiera, per fare una cosa come copia incolla ci metto moltissimo, qualsiasi cosa, anche fuori al computer, muoversi in casa, faccio una fatica a fare qualunque cosa. Questa è la situazione base, ma ci sono le allucinazioni: avverto la presenza di persone che non ci sono, io vivo solo, li percepisco. sono uno qua uno la, li vedo con la coda dell’occhio, verissima, sembra che ci siano, anche adesso, uno è dietro che guarda mentre scrivo. Non ho paura, perché so che sono amici, anche come parenti, ma la cosa mi dà fastidio, non mi diverte, poi, unita al a situazione del casino che ho in testa, che mi impedisce di fare qualunque cosa. Adesso è calata un po’ la situazione, è meno forte, spero bene, non mi è mai anche lontanamente successa una cosa simile, io ho 62 anni perciò ne ho conosciute di situazione: questa è la più bastarda, mi azzera, sono finito in quei momenti. Immagino di avere scritto malissimo pieno di errori Sto cercando di correggere con il modo solito, con la correzione automatica, che ti suggerisce le cose, ma è un casino lo stesso, alcune parole non le capisce proprio..

 Samo momenti parti, calori, e le immagini che ho scelto sono adeguate, meglio non si poteva fare, anche la musica è ottima a coronare la torbida limpida situazione, non mi affrancano, è come per il soldato che è rimasto indietro, solo, da solo insieme al nemico, che non  lo ha ancora sgambato, non si rende conto di chi sia questo uomo sporco e stracciato che naviga piegato in due per le strade piene di sporcizia di bombe, un mendicante pazzo ma da dove esce? Non lo avevo mai visto, e passa osservato e inosservato, una terribile situazione, devo muovermi come un mendicante girovago, in terra nemica, in una cittadella dove tutti conoscono tutti, difficile da mantenere questa portanza, per quanto riuscirò ancora? Lasciati andare e maledici la sorte  ad alta voce, così farebbe un mendico girovago, senza una dimora, dimora? Neppure una scatola di cartone per me, una coperta, sotto il braccio, ad indicare la pietà di una paesana  che ha visto il cuore e non, il nemico, lei sa che lui è un soldato rimasto indietro, in una terra dove tutti si procede compatti per non rimanere pasto alla sorte, come lui, io, mi sono messo ad essere. Note a tempo, mani che schioccano le dita, canto di Shiva, fuori dalle spoglie di uccelli senza tempo, urlano le donne a tempo, e Shiva si abbraccia con il mondo del jazz, ed esce un insieme pazzo, indicibilmente <pazzo>, si sdoppia oleoso e colorato di semplici tonalità, le donne sono troppo belle, quando cantano, sono come le donna di Dio quando procedono nella bruma del mattino intontendo inni alla giusta causa, Schiva e jazz, troppo brave le donne che cantano, semplici ma  potenti nella leggerezza, indicibile sentimento, incredulo ascolto quello che sono  appena sveglio mio sembra, di essere uscito adesso dal mare, e mi spingo verso le mangrovie danzando piano, e le mani schioccano insieme le note blu della cotton belt.

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